Gole Fiastrone 1 maggio 2010
Gole del Fiastrone (Mc)
Sabato 1 maggio 2010
Sabato 1 maggio abbiamo fatto l’escursione alle Gole del Fiastrone. 20 partecipanti compresi alcuni amici marchigiani, giornata di sole, paesaggio da favola.
Lasciato il piccolo borgo di Fiastra assalito da centinaia di persone in cerca di un posto originale dove passare il primo maggio (!?) e trovato a fatica un parcheggio, ci siamo incamminati sul sentiero, assai meno frequentato, con prima tappa alle Lame Rosse, sorprendente sito dominato da conformazioni rocciose che gli agenti atmosferici hanno trasformato in piccoli canyons, pinnacoli e altissime guglie. Illustrazione scientifica del fenomeno, tante foto e poi ridiscesa di corsa lungo il ghiaione generato dalle Lame, fino al sentiero che ci ha portato alla Grotta dei Frati, secondo luogo di interesse dell’escursione. Qui abbiamo consumato il pranzo al sacco, riflettendo sulle condizioni di isolamento in cui vivevano 600 anni orsono i frati che vi si erano insediati.
Abbiamo poi continuato la discesa verso la meta principale: le impressionanti gole del torrente Fiastrone scavate nei millenni dalla forza delle acque. Dopo guadi continui, e percorsi in mezzo a vegetazione rigogliosa, ci sono comparse davanti e le abbiamo attraversate camminando obbligatoriamente nel corso d’acqua tra alte pareti di roccia incombenti. E’ stata una vera sorpresa e un divertimento che ha fatto superare l’iniziale disagio dovuto all’acqua fredda. Dopo il lungo percorso in acqua abbiamo ripreso il sentiero che, con ripida salita, riporta alla diga dove avevamo lasciato le auto.
Ma non era ancora finita perché gli amici de L’Umana Dimora Marche ci avevano preparato, sulla via del ritorno, una merenda quanto mai gradita: affettati, formaggi, fave freschissime, pizzette e buon vino marchigiano. Il tutto con la spiegazione di un’interessante rivisitazione storica che riposiziona proprio nell’area del maceratese le sedi di importanti eventi del periodo medievale. Rifocillati abbiamo poi visitato l’antica Abbazia di San Claudio, guidati dall’anziano parroco, custode del luogo e testimone della sua storia. Uno di quelle migliaia e migliaia di siti disseminati per tutto il nostro paese che sempre ti sorprendono. L’umana Dimora è grata a quanti nei secoli hanno realizzato queste opere e ci hanno trasmesso fede e tradizioni che fanno dell’Italia il paese più ricco di arte, storia e cultura del mondo.
Un sentito ringraziamento a Marco Pacelli e Giacomo Paparini, per le spiegazioni scientifiche con le quali ci hanno arricchito nella conoscenza dei luoghi attraversati. Un grande ringraziamento a Primo Mancini, storico presidente de L’Umana Dimora Marche ed ai suoi amici per la testimonianza di quell’ospitalità che rende così vivibile la loro terra.
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 07 Maggio 2010 17:03 )


